Immagine

22 novembre 2024

Safeguarding: dagli obblighi alle opportunità.

L’obbligatorietà del Safeguarding è una delle tematiche più discusse in questo periodo in ambito sportivo. Abbiamo approfondito questa tematica con la Dott.ssa Sara Fantini responsabile di Al Sicuro Sport.

Che cos’è il safeguarding ed entro quando le società sportive devono adeguarsi a questa normativa?

Tra le nuove riforme che riguardano il mondo dello sport è stata introdotto anche il safeguarding, ovvero l’obbligo per le associazioni sportive di dotarsi di modelli organizzativi e di controllo a tutela dei minori volti alla prevenzione di molestie, violenza di genere e di ogni altra forma di discriminazione. Entro il 31 dicembre 2024 ogni società dovrà nominare un Responsabile Safeguarding che si occupi di sviluppare questi modelli (che le società dovrebbero già aver predisposto) e vigilare sul rispetto degli stessi.

Quali sono i principali rischi legati a un safeguarding interno gestito senza le competenze necessarie?

Il primo problema legato alla nomina di un safeguarding interno riguarda l’incompatibilità con alcune prescrizioni di legge. Questa figura dovrà essere infatti autonoma rispetto a chi opera nella società e ai dirigenti e se si è parte di una di queste componenti risulta difficile mantenere l’autonomia. Inoltre, chi opera in palestra ed è quindi a contatto con gli atleti e le atlete, potrebbe essere soggetto a segnalazione e in tal caso è evidente che chi viene segnalato non può controllarsi da solo!

Oltre alle sanzioni legali, quali danni reputazionali o organizzativi può subire una società sportiva che non adotta misure di safeguarding adeguate?

La normativa prevede sia sanzioni legate allo sport che possono portare fino ad escludere le società dalle attività federali, che responsabilità civili o penali a seconda delle situazioni e della gravità delle inadempienze. Le problematiche possono essere legate sia all’analisi dei rischi e alla definizione dei modelli organizzativi che alla cattiva gestione dei protocolli o delle segnalazioni.

Quali sono i vantaggi per la società sportiva che può avere la gestione professionale esterna del safeguarding e delle incombenze burocratiche?

Sicuramente il vantaggio di avere dei modelli predisposti a regola d’arte e perciò non correre il rischio di incorrere in sanzioni o peggio, quindi un vantaggio economico ma anche minore stress. All’interno delle Associazioni non sempre sono presenti figure con le competenze necessarie a rispondere a tutte le richieste che le nuove normative ci pongono. Un altro vantaggio è quello di avere una figura di riferimento che possa supportare la società nell’applicazione quotidiana di tali modelli anche chiarendo dubbi, intervenendo in situazioni a rischio e gestendo la parte di formazione e aggiornamento annuali che sono prescritte dalla normativa. Un ulteriore vantaggio, a cui io, che collaboro con varie associazioni, ho pensato subito, è il risparmio di tempo di cui potrebbero beneficiare soprattutto i dirigenti (la burocrazia ormai sottrae tantissime ore e energie). Questo tempo potrebbe essere dedicato a quello che è il vero scopo di ogni società: la progettazione e la gestione delle attività sportive, E dedicare maggior attenzione agli aspetti tecnici avrebbe sicuramente una ricaduta positiva sulla qualità del lavoro ma anche sulla quantità di tesserati. So che le società devono sempre fare i conti con risorse economiche limitate e con crescenti costi da fronteggiare, e l’idea di doversi affidare a un servizio esterno spaventa perché a breve termine si pensa solo ai costi. Se però si ragiona un po’ più a lungo termine, diventa evidente che evitare sanzioni e rischi legali guadagnando anche più tempo per lavorare sul campo sono delle motivazioni che rendono assolutamente vantaggiosa una scelta di questo tipo.

Come supporta Al Sicuro Sport le società sportive nella gestione professionale del safeguarding e quali soluzioni pratiche offre per garantire la conformità normativa e la tutela degli atleti?

Al Sicuro Sport parte da una posizione favorevole nella gestione professionale del safeguarding perché la BTL srl è una società che opera già da anni, in ambito aziendale, su sicurezza e formazione e può quindi vantare una grande esperienza nella predisposizione di modelli adeguati e sviluppati a regola d’arte. Propone un’accurata analisi dei rischi, fondamentale per la predisposizione di Modelli Organizzativi adeguati che mettano al riparo da rischi procedurali. Mette a disposizione strumenti e persone che possano rispondere completamente alle disposizioni di legge. Grazie alla consapevolezza di quali siano le esigenze delle associazioni e quali siano le difficoltà che si trovano a dover affrontare in questo momento, ha definito una strategia che permetta di predisporre un piano tagliato su misura per ogni associazione. All’interno di Al Sicuro Sport ci sono varie figure con competenze specifiche che si integrano per poter offrire soluzioni costruite ad hoc e con grande professionalità. E in questo team il mio ruolo è anche quello di offrire una visuale dall’interno del mondo sportivo e delle esigenze delle società grazie alla lunga esperienza in questo settore, come atleta prima e da allenatrice, dirigente e organizzatrice di eventi sportivi adesso.


Non dimenticare di iscriverti al nostro Canale Telegram per ricevere tutte le news.
Iscriviti ora
Oppure iscriviti alla nostra Newsletter.
porfest
logo

BTL srl

via Piave, 27 | 33100 Udine
Riva Tommaso Gulli, 12 | 34123 Trieste
P.IVA e CODICE FISCALE 02942400306
N. REA UD-350132
Codice Destinatario M5UXCR1

E-mail: info@btlsrl.it
PEC: btlsrludine@pec.it
Telefono: 0432 1502142
Capitale Soc. 10.000 € i.v.